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Delitto di Luciana Biggi: il caso irrisolto di Genova
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Luciana Biggi: il delitto nel cuore di Genova rimasto senza colpevole

Polizia

L’omicidio di Luciana Biggi, trovata agonizzante nei vicoli di Genova nel 2006, il processo contro Luca Delfino e l’assoluzione confermata.

Nelle prime ore del 28 aprile 2006, Luciana Biggi venne trovata agonizzante in vico San Bernardo, nel centro storico di Genova. Aveva 36 anni e presentava una profonda ferita alla gola. Trasportata in ospedale, morì poco dopo.

Luciana svolgeva lavori saltuari, anche come istruttrice di fitness. La sua identificazione avvenne grazie alla sorella gemella Bruna, che si era preoccupata perché non riusciva a contattarla da alcuni giorni.

Gli investigatori esaminarono inizialmente diverse possibilità, tra cui una rapina o un’aggressione sessuale. Il luogo del ritrovamento e l’assenza di testimoni diretti resero complessa la ricostruzione delle ultime ore della donna. A vent’anni dal delitto, nessuno è stato riconosciuto responsabile della sua morte.

camionetta della polizia
camionetta della polizia – newsmondo.it

Luciana Biggi: l’indagine sull’ex compagno

Pochi giorni dopo il delitto venne indagato Luca Delfino, che aveva avuto una relazione con Luciana. L’uomo ammise di aver trascorso parte delle ore precedenti insieme a lei, ma negò qualsiasi responsabilità nell’omicidio.

Delfino non venne arrestato durante la prima fase delle indagini. Gli inquirenti raccolsero testimonianze e ricostruirono i suoi spostamenti, senza però ottenere una prova diretta capace di collocarlo sulla scena al momento dell’aggressione.

Nel 2009 la Procura ne chiese il rinvio a giudizio. Il processo davanti alla Corte d’assise di Genova cominciò nel marzo 2010. L’accusa sostenne che gli indizi, valutati complessivamente, permettessero di attribuirgli il delitto; la difesa contestò la ricostruzione e ribadì la sua estraneità.

L’assoluzione e il delitto rimasto irrisolto

Il 14 febbraio 2011, la Corte d’assise assolse Luca Delfino ai sensi dell’articolo 530, secondo comma, del Codice di procedura penale. Il quadro indiziario venne giudicato insufficiente per affermarne la responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio.

La Procura non presentò appello contro la decisione penale. La sorella di Luciana, costituita parte civile, impugnò invece la sentenza per gli effetti risarcitori. Il nuovo giudizio non poteva quindi portare a una condanna detentiva.

Il 3 maggio 2013, la Corte d’assise d’appello di Genova confermò l’assoluzione anche ai fini civili. Lo stesso rappresentante dell’accusa riconobbe la presenza di diversi indizi, ma l’assenza di una prova sufficiente.

Luca Delfino è stato assolto e quindi non può essere indicato come autore dell’omicidio. Nessun’altra persona è stata processata o condannata. La morte di Luciana Biggi resta quindi uno dei casi irrisolti della cronaca genovese.

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ultimo aggiornamento: 28 Luglio 2026 15:35

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