Il rapimento della tredicenne Jayme Closs, l’uccisione dei suoi genitori, gli 88 giorni di prigionia e la condanna definitiva di Jake Patterson.
Nelle prime ore del 15 ottobre 2018, la polizia raggiunse l’abitazione della famiglia Closs, vicino a Barron, nel Wisconsin, dopo una telefonata al numero di emergenza durante la quale erano stati uditi rumori e grida.
All’interno furono trovati morti James e Denise Closs. La loro figlia Jayme, tredicenne, era scomparsa. Le autorità compresero che non si trattava di una fuga volontaria e avviarono una vasta ricerca, coinvolgendo anche l’FBI.
La successiva ricostruzione giudiziaria stabilì che Jake Patterson, allora ventunenne, aveva raggiunto la casa armato, ucciso entrambi i genitori e portato via Jayme. Non risultavano precedenti rapporti tra l’uomo e la famiglia. Patterson dichiarò agli investigatori di avere notato la ragazza in precedenza mentre saliva su uno scuolabus.

Jayme Closs: gli 88 giorni di prigionia e la fuga
Patterson condusse Jayme in un’abitazione isolata nella zona di Gordon, a circa 110 chilometri dal luogo del rapimento. La ragazza rimase prigioniera per 88 giorni.
Secondo la denuncia penale, quando usciva di casa l’uomo la costringeva a nascondersi sotto un letto, bloccando lo spazio circostante con oggetti pesanti. Le aveva inoltre fatto credere che sarebbe stata punita se avesse tentato di fuggire.
Il 10 gennaio 2019, approfittando dell’assenza del sequestratore, Jayme riuscì a liberarsi e uscì dall’abitazione. Incontrò una donna che stava passeggiando con il cane e le chiese aiuto. Venne accompagnata in una casa vicina, dalla quale furono chiamate le autorità .
Le informazioni fornite dalla ragazza permisero alla polizia di individuare poco dopo Patterson alla guida della propria automobile. L’uomo venne fermato e arrestato.
La confessione e la condanna senza libertà condizionale
Dopo l’arresto, Patterson ammise di avere ucciso James e Denise Closs e di avere sequestrato la figlia. Il 27 marzo 2019 si dichiarò colpevole di due omicidi volontari di primo grado e del rapimento. L’ulteriore accusa di effrazione armata venne ritirata nell’ambito del procedimento.
Il 24 maggio 2019 il giudice gli inflisse due ergastoli consecutivi senza possibilità di libertà condizionale, ai quali aggiunse altri 40 anni per il sequestro.
Jayme non partecipò personalmente all’udienza, ma fece leggere una dichiarazione nella quale sottolineò di avere riconquistato da sola la propria libertà e chiese che Patterson non potesse più fare del male a nessuno.