Quantcast
Delitto via Poma: possibile svolta nelle indagini
Vai al contenuto
Iscriviti alla nostra newsletter

Seguici sui nostri canali

NEWSMONDO #CANALI

Delitto via Poma: possibile svolta nelle indagini

agenti della scientifica che analizzando una scena del crimine scattando delle foto dentro un'auto

Il delitto di via Poma sembrerebbe essere piuttosto vicino ad una svolta nelle indagini: ecco cosa sta succedendo.

La morte di Simonetta Cesaroni fu uno dei casi di cronaca che, all’epoca dei fatti, sconvolse maggiormente l’opinione pubblica. Si tratta del cosiddetto delitto di via Poma, sul quale a distanza di quasi 36 anni esatti le ombre superano ampiamente le luci.

Sulla vicenda appena descritta, Leggo (citando Repubblica) riporta come ci sia all’orizzonte una possibile svolta nelle indagini. Infatti, la Procura incaricata del nuovo ciclo di indagini sta puntando su delle tecnologie che all’epoca dei fatti non erano per ovvie ragioni disponibili.

scientifica indossa guanti sulla scena del crimine

Delitto via Poma: il nuovo ciclo di indagini

Simonetta Cesaroni è stata uccisa con 29 coltellate a Roma, il 7 agosto 1990. Ciò è avvenuto all’interno del rione Prati, in uno dei palazzi più lussuosi e rinomati di tutta la Capitale. Nonostante il tanto tempo ancora trascorso, l’omicidio appena descritto risulta essere ancora irrisolto.

Per questo motivo, l’inchiesta risulta essere ancora a carico di ignoti. Tuttavia, il 4 giugno scorso la Procura romana ha disposto un accertamento tecnico irripetibile. Le persone coinvolte da questo accertamento sarebbero cinque uomini e due donne, per un totale di sette persone.

Repubblica ha nuovamente scritto, a proposito di queste sette persone: “Cinque professionisti, di cui uno di altissimo livello, e due persone molto vicine a chi lavorava negli uffici di via Poma. I loro profili genetici vengono ora comparati con quelli estratti dai reperti sequestrati nel 1990, nella speranza che anche una traccia infinitesimale possa restituire un nome rimasto nascosto per 36 anni“.

Su chi si concentrarono i primi sospetti

I primi sospetti del caso si concentrarono sul portiere del palazzo in cui è avvenuto l’accaduto. Quest’ultimo venne perciò arrestato, per poi essere scagionato poco prima del suo suicidio avvenuto nel 2010.

Le accuse successive si conclusero a sua volta con un nulla di fatto, portando così a due assoluzioni.

Leggi anche
Clarence Elkins: il mozzicone di sigaretta che smascherò un errore

Riproduzione riservata © 2026 - NM

ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2026 9:42

Clarence Elkins: il mozzicone di sigaretta che smascherò un errore

nl pixel