L’intervento del Governo di Giorgia Meloni che ha aiutato Maurizio Landini e la casa editrice della CGIL. Cosa è successo.
Gli attacchi a Giorgia Meloni sono stati, almeno fino a poco tempo fa, il pane quotidiano per Maurizio Landini che, però, adesso, sembra dover ringraziare in un certo senso il Governo della Premier. Il motivo è da ricercare dall’aiuto giunto alla casa editrice della CGIL che ha avuto una mano proprio dalle decisioni dell’attuale direttivo.

Landini e la casa editrice della CGIL
L’attività editoriale continua a pesare sui conti della CGIL guidata da Maurizio Landini. Anche nel 2025 il sindacato ha dovuto intervenire per coprire le perdite della controllata Futura Editrice srl, che nell’ultimo esercizio ha registrato un risultato negativo di 2,631 milioni di euro. Si tratta di una perdita inferiore rispetto a quella del 2024, quando il passivo aveva raggiunto i 4,7 milioni di euro. A riportarlo sono stati svariati organi di stampa tra cui Il Giornale.
L’aiuto “della Meloni”
A mitigare parzialmente il bilancio è stato un contributo pubblico di 740.514 euro concesso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri nell’ambito del fondo straordinario per l’innovazione dell’editoria, istituito con un Dpcm del 2023. Il finanziamento è stato erogato come contributo a fondo perduto per investimenti effettuati nel corso del 2023 in tecnologie innovative.
Nel frattempo il fatturato di Futura Editrice è cresciuto in modo significativo, passando da 2,9 milioni a 6,689 milioni di euro. Parallelamente, però, sono aumentati anche i costi della produzione, saliti da 7,7 a 9,3 milioni di euro, con un impatto sui risultati finali della società.
I dettagli del contributo
Il sostegno economico è arrivato dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio, attraverso le misure previste dall’articolo 5 del Dpcm dedicate agli investimenti tecnologici delle imprese editrici di quotidiani, periodici e agenzie di stampa. Futura Editrice non pubblica quotidiani né gestisce un’agenzia di stampa.
Oltre ad alcuni libri pubblicati nel corso dell’anno, attività che non rientrava nelle misure previste dal decreto, la società realizza quattro riviste periodiche: “Rgl”, dedicata alla giurisprudenza, “Rps”, rivista delle politiche sociali, “Qrs” (Quaderni di rassegna sindacale) e “Critica marxista”, bimestrale di approfondimento politico e culturale. Il contributo di 740 mila euro ottenuto per gli investimenti tecnologici relativi a queste pubblicazioni figura tra i più elevati assegnati dal provvedimento.
L’importo è di poco inferiore ai 751 mila euro riconosciuti all’Ansa e risulta superato soltanto dai finanziamenti destinati a Rizzoli Corriere della Sera MediaGroup, pari a 2,1 milioni di euro, e al gruppo Gedi, che ha ricevuto 1,77 milioni prima della vendita. Il sostegno concesso a Futura Editrice supera inoltre quello assegnato ad Agenzia Italia (709 mila euro), Il Sole 24 Ore (480 mila euro), Adnkronos (358 mila euro) e a tutte le altre imprese editoriali e agenzie di stampa beneficiarie del provvedimento.