La storia di Maury Travis, individuato grazie a una mappa inviata a un giornale e collegato dalle autorità a una serie di omicidi tra Missouri e Illinois.
Tra il 2000 e il 2002, i corpi di numerose donne furono ritrovati in luoghi isolati tra St. Louis, nel Missouri, e l’Illinois meridionale. Molte vittime erano donne nere che vivevano in condizioni di vulnerabilità.
Le indagini finirono per concentrarsi su Maury Troy Travis, cameriere residente a Ferguson e già condannato in precedenza per rapina. Le autorità lo collegarono a una serie di omicidi, ma l’uomo morì prima che potesse celebrarsi un processo.
Il numero esatto delle vittime resta incerto. Travis sostenne in una lettera di avere ucciso 17 donne, mentre gli investigatori collegarono al suo nome almeno dodici casi. Quella cifra non corrisponde però a condanne definitive e deve essere presentata come una ricostruzione investigativa.

Maury Travis: la lettera al giornale e la mappa rintracciata online
Nel maggio 2002, dopo la pubblicazione di un articolo dedicato a una delle donne uccise, il St. Louis Post-Dispatch ricevette una lettera anonima. L’autore derideva il giornale e allegava una mappa con l’indicazione del luogo in cui si trovavano altri resti umani.
La segnalazione risultò attendibile. Gli investigatori stabilirono che la cartina era stata generata attraverso il servizio online Expedia e seguirono le tracce informatiche legate alla sua produzione. Il percorso portò all’utenza utilizzata da Travis.
L’uomo venne arrestato il 7 giugno 2002. Il caso divenne uno dei primi esempi particolarmente noti di un sospettato di omicidio individuato anche grazie alle tracce lasciate durante l’utilizzo di Internet.
I filmati nel seminterrato e la morte prima del processo
Durante la perquisizione dell’abitazione di Ferguson, gli investigatori trovarono nel seminterrato attrezzature utilizzate per immobilizzare le vittime, un dispositivo elettrico, ritagli di giornale e registrazioni video contenenti violenze contro alcune donne.
Le prove portarono alla presentazione di accuse federali collegate alla morte di due vittime. Travis non arrivò però davanti a una giuria. Il 10 giugno 2002, tre giorni dopo l’arresto, si tolse la vita impiccandosi nella propria cella del carcere della contea di St. Louis.
La sua morte interruppe il procedimento e impedì di accertare in tribunale l’intera estensione dei delitti. Nel 2025 la Polizia dell’Illinois ha identificato tre donne i cui corpi erano stati trovati nel 2002: Kelly Johnson, Crystal Lay e Carol Jean Hemphill. Le autorità le considerano possibili vittime di Travis, ma la responsabilità non è stata stabilita attraverso un processo.
Il caso resta quindi caratterizzato da prove investigative rilevanti, ma anche da numerose morti per le quali non esiste una condanna giudiziaria definitiva.